Caratteristiche del lino

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La pianta del lino viene seminata annualmente e raggiunge l’altezza massima di un metro. Si coltiva un po’ ovunque, ma la produzione migliore si ottiene nei paesi freddi e umidi, come Belgio, Olanda e Francia (ben note sono le fiandre belga e francese). Le località più famose per la produzione di lino son Bruges, Malines e Gands, capitale quest’ultima dell’industria del lino.

La raccolta avviene nel periodo intermedio tra la fioritura e la maturazione del frutto, a scadenze diverse a seconda del prodotto che si vuole ottenere. Così, per ottenere una fibra finissima si raccoglie la pianta quando è ancora verde, ottenendo il pregiato “lino azzurro”, molto fine e morbido, ma poco resistente, adatto per pizzi e ricami.

Per ottenere il “lino bianco”, più resistente, la raccolta va effettuata a maturazione, allorché la pianta assume una colorazione verde-giallognola.

La stigliatura del lino

Le fibre tessili del lino sono contenute nello stelo della pianta. Per poterle estrarre, è necessario decorticare le piante, eliminando nel contempo il residuo legnoso presente al centro dello stelo: tale è la funzione della stigliatura. Questa fase di trasformazione è una delle maggiori particolarità della filatura del lino.

La filatura del lino

La filatura del lino si traduce in una serie di operazioni che consentono di trasformare le fibre in filato. La filatura si può considerare un processo tanto complesso quanto primordiale. Avendo a disposizione le migliori materie prime europee, il contenuto tecnologico più recente ed un know-how altamente specializzato, i filatori producono articoli di qualità, diversificati, rispondenti alle esigenze ed alla domanda dei mercati.

La gamma dei filati che propongono è molto ampia, con caratteristiche di finezza, tenacità e regolarità in costante miglioramento.

La nobilitazione del lino

La nobilitazione raggruppa i vari trattamenti destinati a modificare l’aspetto dei filati o dei tessuti di lino conferendo loro i valori aggiunti ricercati dagli utilizzatori in termini di estetica e funzionalità. Questi trattamenti vengono ripartiti in tre categorie: il candeggio, la tintura e gli appretti.

  • Il candeggio dei filati e dei tessuti di lino: Nel candeggio rientrano tutti i trattamenti destinati a facilitare e ad ottimizzare le successive operazioni di tintura ed appretto. I trattamenti definiti “di preparazione” hanno come obbiettivo la depurazione della fibra; i trattamenti di candeggio vero e proprio sono unicamente destinati ad aumentare il grado di bianco.
  • La tintura dei filati e dei tessuti di lino: La tintura del lino si ottiene immergendo la fibra, sotto forma di rocchie di filato o di tessuto in pezzo, in una soluzione acquosa del colorante. La scelta dei coloranti, dei metodi di trattamento e dei materiali utilizzati si opera in funzione dell’uso del prodotto fino.
  • Gli appretti: Ultima tappa della nobilitazione. L’applicazione dell’appretto consente di rinforzare o di modificare le proprietà del tessuto di lino. La scelta dei trattamenti dipende dall’uso successivo del prodotto tessile: abbigliamento, biancheria per la casa, arredamento.